Diario di bordo: il Play “Cicely and David” all’Hospice di Forlimpopoli, come a casa.

Mercoledì 20 maggio 2026: una data da ricordare con gioia e soddisfazione!
Sì, perché il Play “Cicely and David” ha fatto finalmente tappa all’Hospice di Forlimpopoli e ha incontrato nella sua bella “casa” accogliente il nostro Presidente, Dr. Marco Maltoni, e la sua splendida équipe: è stato davvero significativo, dopo aver viaggiato in diverse parti d’Italia, trovarsi in quella che chiamo “casa paterna”, dato che Marco ne è il responsabile ufficiale per l’Italia… un po’ come quando si è felici di esplorare terre straniere, ma poi si torna volentieri a casa.

Altra bella sorpresa è stata trovare, tra i partecipanti al nostro pomeriggio di formazione, anche due amici infermieri di Faenza che sono dei “veterani” di questo filmato: Antonella lo aveva visto già 4 volte, fin dalla prima uscita al Meeting di Rimini, e per Costa si trattava della seconda… giuro che han fatto tutto di loro spontanea volontà, senza costrizione! Scherzi a parte, proprio per questa loro conoscenza diffusa della storia di Cicely e David, sono stati molto attivi e presenti nel condividere riflessioni ed emozioni, tra le quali il fatto di notare ogni volta cose diverse e di sentire risonanze differenti, come è naturale che sia, dato che, a seconda dei momenti, variano stati d’animo, contesti e attenzione ai dettagli. Come dirvi grazie, amici? Avete senz’altro contribuito a stimolare chi vedeva il Play per la prima volta a far sì che ci si sentisse a proprio agio e liberi di esprimersi, in un ambiente benevolo e privo di giudizio.

A partire dalla garbata presentazione della Dottoressa Valentina e dall’introduzione così cordiale della Coordinatrice Carla, entrambe aperte e amichevoli come è tipico dei romagnoli, abbiamo trascorso quattro ore ad allenare presenza autentica e spirito d’osservazione prendendo spunto proprio dal Play, che si conferma uno strumento narrativo ricco di parole, gesti, sguardi e suoni molto efficaci nello sperimentare i vari tipi di linguaggi comunicativi – verbale, non verbale e para verbale – e nell’illuminare concetti chiave delle Cure Palliative moderne.

Sono sempre profondamente grata all’autore, David Clark, per aver pensato di mettere in scena l’episodio fondante del primo incontro tra Cicely, giovane assistente sociale, e David Tasma, malato inguaribile di cancro: così facendo, ha ancora una volta contribuito, in maniera originale e potente, a tener viva la loro memoria e ha permesso di raggiungere un pubblico più ampio, non solo di addetti ai lavori, ma anche di studenti, famiglie e comuni cittadini.
Parlando con lui e con Jo Hockley, produttrice del Play, che tanti in Italia hanno avuto modo di conoscere personalmente, hanno entrambi confermato il loro apprezzamento per la diffusione di quest’opera nel nostro paese e la loro gratitudine per l’interesse con cui viene accolta.

Grazie di cuore a chi c’era a Forlimpopoli, allora, per esservi messi in gioco, ad esempio, in un doppio invito alla scrittura (anche il Presidente, eh!), stimolo che ci ha aiutati, “sorvolando” le storie condivise, ad osservarle da un altro punto di vista e a risignificarle; oppure per aver restituito un senso di ri-motivazione al vostro lavoro, che avete percepito chiaramente inquadrato in una storia grande e radicata, frutto di fatica e sollievo, dubbi e coraggio, gioia e dolore, un po’ come tutte le cose belle e autentiche e come tutte le professioni che si prendono cura delle persone, oltre che curare i pazienti.

Mi è piaciuto moltissimo, poi, sia bere un caffè con voi in cucina, all’arrivo, sia visitare il vostro Hospice e constatare come ha raccolto davvero l’eredità della Fondatrice, nella cura dei dettagli, nella bellezza degli spazi e, particolare che mi ha colpito al primo sguardo, nel pavimento color crema e azzurro che mi pare disegnare una strada a zig zag, come spesso sono le strade di tutti noi, specialmente quando attraversiamo una prova difficile e mai lineare.

Il libro dei ricordi, scritto e disegnato da mani commosse e commoventi di adulti e bambini, è un dono in più che parla di vita e di speranza, di gratitudine oltre la speranza e di amore condiviso nell’aver dato vita ai giorni, in un tempo fatto di profondità, come ci ha insegnato la nostra Cicelyuna testimonianza viva dell’importanza delle Cure Palliative fatte bene, con mente e cuore. Arrivederci!

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